Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.
Lo sciame meteorico principale del mese di maggio è quello delle Eta Aquaridi. Questa pioggia meteorica non è spettacolare come quella delle Leonidi, e peraltro non è visibile in orari favorevoli. Infatti, il massimo di visibilità avviene nelle ore precedenti all’alba, in quanto il radiante dello sciame (in prossimità della stella η Aquarii) sorge poche ore prima dell’alba, per risalire poi nelle ore successive.
L’altro sciame del mese, sebbene più debole, è quello delle Eta Liridi.
Eta Aquaridi
Periodo di attività: dal 19 aprile al 28 maggio
Picco di attività: intorno al 6 maggio
Caratteristiche: la frequenza delle Eta Aquaridi può raggiungere le 40-60 meteore/ora (migliore alle latitudini meridionali; circa 20-30/ora in Italia). La velocità di queste meteore è di circa 66 km/s. Il corpo progenitore è la cometa 1P/Halley.
Il momento migliore per l’osservazione è prima dell’alba (intorno alle 3:00-5:00). La Luna nel periodo di massima attività è gibbosa calante, quindi potrebbe ridurre leggermente la visibilità, soprattutto dopo la mezzanotte.
Eta Liridi
Periodo di attività: dal 7 al 12 maggio
Picco di attività: notte tra il 9 e 10 maggio
Caratteristiche: la frequenza delle Eta Liridi è molto bassa, circa 2-5 meteore/ora. Il radiante è la costellazione della Lira. La velocità di queste meteore è di 44 km/s, mentre il corpo progenitore è la cometa C/1983 H1 IRAS-Araki-Alcock.
Il momento migliore per l’osservazione di questo sciame è dalla tarda notte alle prime ore del mattino anche se spesso vengono oscurate dalle Eta Aquaridi.
Nonostante il nome simile, le Eta Liridi non sono collegate alle più note Liridi, che raggiungono il picco a fine aprile e sono prodotte dai detriti della cometa C/1861 G1 (Thatcher): condividono solo la posizione del radiante nella costellazione della Lira, ma hanno origine e caratteristiche diverse.
Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA).
Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).
Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.
Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.
Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.