Tra gli ultimi mesi del 2025 e l’inizio del 2026, i ricercatori che monitorano la caduta di piccoli meteoroidi nell’atmosfera terrestre hanno documentato una significativa pioggia meteorica nel cielo australe, associata allo sciame delle Volantidi.
Si tratta dello sciame numero 758 fra quelli elencati dall’International Astronomical Union (IAU), con il radiante che cade nella costellazione australe del Pesce Volante, in latino Volans, da cui il nome. Le osservazioni, frutto di collaborazioni internazionali tra il SETI Institute, la NASA, l’Università dell’Arizona e la All-sky Meteor Surveillance (CAMS).
Lo sciame delle Volantidi è stato osservato dall’emisfero meridionale tra il 28 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026, con oltre 100 meteore in un intervallo di longitudine solare compreso tra circa 274° e 284°. Le 100 meteore triangolate avevano il radiante posizionato attorno alle coordinate celesti ascensione retta 123° e declinazione –72° e si muovevano con una velocità geocentrica di circa 30 km/s, tipica di meteoroidi associati a comete della famiglia di Giove.
Lo sciame è stato osservato per la prima volta il 31 dicembre 2015, data della scoperta delle Volantidi, e successivamente nel 2020, mentre non sono note osservazioni antecedenti al 2015, come descritto nel paper di Jenniskens et al. 2016 A surprise southern hemisphere meteor shower on New-Year’s Eve.
Simultaneamente c’è stata la registrazione dell’improvviso aumento di attività di uno sciame conosciuto come Kappa Volantidi (KVO), il numero 787 dell’elenco dell’IAU. Questo sciame è stato osservato grazie alla vasta rete di videocamere del Global Meteor Network installata in paesi come Australia, Brasile, Cile, Nuova Zelanda e Sud Africa.
In questo caso sono state identificate 304 meteore KVO tra il 25 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, mentre nel 2024 lo stesso network non aveva rilevato alcuna attività significativa per questo sciame, nonostante un’efficace copertura e condizioni meteorologiche favorevoli.
L’analisi dei radianti delle meteore KVO indica che il radiante si trova nella posizione celeste con ascensione retta 125,35° e declinazione -71,98°, con una certa ampiezza che riflette la dispersione dei meteoroidi nello spazio. Il radiante, inoltre, ha mostrato un leggero spostamento durante l’osservazione, coerente con il movimento della Terra lungo la sua orbita.
Come si vede, le Volantidi e le Kappa Volantidi appaiono provenire praticamente dalla stessa regione del cielo e, avendo anche gli stessi elementi orbitali, è molto plausibile pensare che, in realtà, IAU#758 e IAU#787 siano lo stesso sciame.
In effetti, dal punto di vista orbitale, entrambi gli sciami presentano caratteristiche compatibili con meteoroidi rilasciati da comete della famiglia di Giove, corpi influenzati fortemente dall’attrazione gravitazionale di Giove stesso, tanto da avere l’afelio circa in corrispondenza con l’orbita del gigante gassoso. In particolare, la periodicità osservata per lo sciame delle Volantidi suggerisce una possibile risonanza di moto medio 7:3 con Giove, ovvero ogni tre orbite di Giove le Volantidi ne percorrono 7 e le configurazioni geometriche fra Giove e lo sciame si ripetono.
Questa risonanza si traduce in un ritorno del flusso di meteoroidi nella stessa posizione orbitale della Terra approssimativamente ogni 5,08 anni. Quindi, nel caso delle Volantidi, i meteoroidi non sono sparsi lungo tutta l’orbita del corpo progenitore, ma solo in una zona limitata il che significa che non è uno sciame visibile annualmente come le Perseidi o le Geminidi.
Nonostante questi promettenti indizi dinamici, la natura dell’oggetto progenitore di questi sciami resta ignota. Le stime, basate sulle orbite dei meteoroidi, suggeriscono che l’orbita del corpo madre abbia un semiasse maggiore vicino a ~443 milioni di km, un’eccentricità elevata (~0,65), con un perielio vicino a ~145 milioni di km e un’inclinazione di circa 50° rispetto al piano dell’eclittica.
Tuttavia, finora non è stata identificata con certezza una cometa che possa essere direttamente associata allo sciame, sebbene diversi piccoli asteroidi candidati risultino vicini tra loro, in termini di parametri orbitali, secondo criteri di similarità come quello di Drummond.
La “caccia” al corpo progenitore delle Volantidi è aperta.
[A cura di Albino Carbognani]