La cometa C/2025 K1 (ATLAS) si frammenta: osservazioni da Loiano e Asiago

La cometa C/2025 K1 (ATLAS), scoperta il 24 maggio 2025 dal telescopio cileno della rete ATLAS dedicata alla sorveglianza degli oggetti near Earth ha mostrato nelle ultime settimane un comportamento particolarmente interessante. Proveniente dalla Nube di Oort e al suo primo passaggio nelle regioni interne del Sistema Solare, la cometa ha raggiunto il perielio l’8 ottobre 2025, a circa 50 milioni km dal Sole, subendo un forte riscaldamento.

All’inizio di novembre si sono verificati alcuni improvvisi aumenti di luminosità. Il 10 novembre, immagini del telescopio robotico TTT3 di Tenerife (un telescopio con specchio primario di 2 metri di diametro, tra i più grandi nel suo genere tra i telescopi completamente automatizzati al mondo), hanno rivelato che il nucleo si era frammentato in almeno due componenti principali, con un terzo più piccolo. Un evento non raro nelle comete: l’intenso degassamento può infatti superare la coesione del nucleo, portandolo alla rottura.

Il fenomeno è stato confermato e seguito anche da diverse strutture INAF. All’alba del 14 novembre il telescopio “Cassini” da 1,52 metri della Stazione Astronomica di Loiano ha ripreso i due frammenti principali, mentre il Virtual Telescope Project ha individuato il terzo componente.
A oggi i due nuclei maggiori, designati C/2025 K1 e C/2025 K1-B, sono separati da alcune migliaia di chilometri.

La frammentazione è stata inoltre osservata nella notte tra l’11 e il 12 novembre dal telescopio Copernico da 1,82 metri di Asiago, nell’ambito di un programma di monitoraggio delle comete condotto dall’Università Parthenope e INAF a supporto della missione Comet Interceptor dell’ESA.
Le immagini, ottenute con lo strumento Afosc, mostrano chiaramente due frammenti simili e un terzo più debole. Durante la stessa notte è stata visibile anche un’insolita aurora rossa, causata dai recenti brillamenti solari.

Secondo gli astronomi, si tratta di un evento scientificamente prezioso: la rottura di una cometa “dinamicamente nuova” offre infatti l’opportunità di analizzare materiale estremamente primitivo, rimasto quasi inalterato dalla formazione del Sistema Solare. La composizione dei frammenti può fornire indizi sulla struttura interna, sulla porosità e sui processi fisici che regolano l’evoluzione delle comete.

Attualmente la cometa ha una magnitudine apparente di circa +11: è osservabile soprattutto all’alba, ma la visibilità serale migliorerà rapidamente nelle prossime settimane. Per riprendere i nuclei frammentati è necessario utilizzare telescopi di almeno 15–20 cm di diametro con camere CCD o CMOS.