Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.
Lo sciame meteorico delle Perseidi (Lacrime di San Lorenzo) nel 2026 si preannuncia come uno dei migliori degli ultimi anni per l’osservazione.
Perseidi
Periodo di attività: dal 17 luglio al 24 agosto 2026.
Picco di attività: nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2026.
Condizioni di osservazione: eccezionali, perché il 12 agosto è Luna Nuova, quindi il cielo sarà molto buio e la luce lunare non disturberà la visibilità delle meteore.
Frequenza attesa: fino a circa 90–100 meteore all’ora in condizioni ideali (cielo limpido, lontano dall’inquinamento luminoso e con il radiante alto sull’orizzonte).
Per osservare al meglio le Perseidi:
- scegli un luogo buio, lontano dalle luci cittadine;
- osserva dalla mezzanotte fino all’alba, quando il radiante nella costellazione di Perseo è più alto nel cielo;
- lascia agli occhi 20–30 minuti per adattarsi al buio;
- non è necessario un telescopio: le meteore si osservano meglio a occhio nudo.
Il 12 agosto 2026 sarà inoltre una data speciale per gli appassionati di astronomia, perché il picco delle Perseidi coinciderà con una spettacolare eclissi solare del 12 agosto 2026, totale in alcune zone d’Europa e parziale in Italia, rendendo quella giornata particolarmente ricca di eventi astronomici.
Inoltre, le Perseidi sono tra gli sciami meteorici più veloci e spettacolari.
Velocità di ingresso nell’atmosfera: circa 59 km/s (circa 212.000 km/h). A questa elevata velocità, i piccoli granelli di polvere si riscaldano rapidamente e producono le tipiche scie luminose. L’elevata velocità delle Perseidi le rende note per le loro scie persistenti, che in alcuni casi rimangono visibili per alcuni secondi dopo il passaggio della meteora.
Corpo progenitore: la cometa 109P/Swift–Tuttle. È una cometa periodica con un periodo orbitale di circa 133 anni. Ad ogni passaggio vicino al Sole lascia lungo la sua orbita una scia di polveri e piccoli detriti. Ogni anno, tra luglio e agosto, la Terra attraversa la zona di Spazio interplanetario dove si trova questa scia, e le particelle interagendo con l’atmosfera terrestre danno origine alle Perseidi. Dimensione tipica delle particelle: da granelli di sabbia fino a piccoli ciottoli; la maggior parte ha masse di pochi milligrammi o grammi e si disintegra completamente nell’atmosfera.
Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA).
Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).
Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.
Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.
Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.