Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali per il mese di aprile 2025 con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.
Liridi
Dettagli della pioggia.
Periodo di attività: dal 17 aprile 2025 al 26 aprile 2025. Picco di attività: notte tra 21 e 22 aprile (Luna al 40%). Radiante: costellazione della Lira (18h +33). ZHR: ~18. Velocità: ~47 km/s. Oggetto progenitore: cometa C/1861 G1 (Thatcher).
Le Liridi sono uno sciame di media intensità che solitamente produce buoni tassi per tre notti centrate sul massimo. Queste meteore solitamente non hanno scie persistenti ma possono produrne di luminose. Sono meglio visibili dall’emisfero settentrionale all’alba quando il radiante è alto nel cielo.
L’attività di questo sciame può essere vista anche dall’emisfero meridionale, ma a un tasso inferiore.
Si prevede che il massimo si verifichi vicino alle 13 UT del 22 aprile. La luna interferirà leggermente con l’osservazione di queste meteore.
Eta Aquaridi
Dettagli della pioggia.
Periodo di attività: dal 20 aprile 2025 al 21 maggio. Picco di attività: notte tra il 3 e 4 maggio (Luna al 44%). Radiante: costellazione dell’Aquario (22h -1°). ZHR: ~50. Velocità: ~65 km/s. Oggetto progenitore: cometa 1P/Halley
Le Eta Aquaridi sono uno sciame molto intenso se osservato dai tropici meridionali. Dall’equatore verso nord, di solito producono tassi medi di 10-30 meteore all’ora appena prima dell’alba. L’attività è buona per una settimana incentrata sulla notte di massima attività. Si tratta di meteore veloci che producono un’alta percentuale di treni persistenti, ma pochi fireball. Nel 2025, un primo quarto di luna tramonterà molto prima che il radiante sorga, quindi le circostanze sono eccellenti per osservare questo sciame. Non è prevista alcuna attività anomala nel 2025.
Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA) e riporta i principali sciami di meteore del mese.
Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).
Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o di un pisello, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.
Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR il tasso orario zenitale, ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.
Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.