Notti di meteore – febbraio 2026

Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.

Il principale sciame meteorico di febbraio è quello delle Alfa Centauridi.

Periodo di attività: dal 31 gennaio al 20 febbraio.

Picco di attività: 8 febbraio (illuminazione lunare: 60%).

Caratteristiche: Le Alfa Centauridi sono uno sciame di meteore minore con radiante in direzione della costellazione del Centauro. Sebbene il tasso medio sia modesto, circa 6 meteore/ora, talvolta la pioggia produce brevi aumenti fino a 20–30 meteore/ora.
Nel 2026, le Alfa Centauridi raggiungeranno il massimo di attività l’8 febbraio, appena un giorno prima dell’Ultimo quarto. Questo rende le condizioni di osservazione abbastanza favorevoli, soprattutto se si riesce a schermare la luce della Luna. Il corpo progenitore è sconosciuto.

Il radiante è quasi circumpolare per la maggior parte delle regioni dell’emisfero australe, quindi gli osservatori in Australia, Nuova Zelanda e gran parte del Sud America possono seguire la pioggia dalla tarda serata fino all’alba. Il momento migliore per osservare è dopo la mezzanotte locale, quando il radiante sale più in alto nel cielo.

 

 


Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA) e riporta i principali sciami di meteore del mese.

Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).

Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.

Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.

Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.