Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.
Il principale sciame meteorico di gennaio è quello delle Quadrantidi, mentre un altro sciame meteorico, meno attivo di queste ultime, è quello delle Gamma-Ursae Minoridi.
Quadrantidi
Periodo di attività: dal 28 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026.
Picco di attività: il massimo è atteso intorno alle 21:00 GMT del 3 gennaio. In questa notte la Luna sarà piena.
Radiante: 15° 20’ – +49°; ZHR: 120 (solo ≈10 visibili a causa della Luna Piena); velocità: circa 41 km/s.
Caratteristiche Le Quadrantidi sono considerate uno dei tre sciami meteorici più intensi, in grado di produrre oltre 100 meteore all’ora. Note per i loro brillanti bolidi, offrono uno spettacolo abbagliante ma di breve durata.
Il loro nome deriva da quello della obsoleta costellazione del Quadrans Muralis, che occupava una regione tra le costellazioni del Boote e del Draco e che oggi fa parte di quella di Boote. La Quadrans Muralis fu creata dall’astronomo francese Jerome Lalande nel 1795 e, insieme a poche altre, fu rimossa dalla lista delle costellazioni nel 1922.
Il radiante sorge a nord‑nord‑est intorno a mezzanotte e raggiunge il punto più alto prima dell’alba. Purtroppo, nel 2026 il loro picco coincide con la Luna Piena, che ostacolerà la visibilità della maggior parte di esse.
L’origine delle Quadrantidi è stata incerta fino al 2003, quando l’esperto di meteore Jenniskens ha stabilito che il corpo progenitore di questa pioggia di meteore è l’asteroide (196256) 2003 EH1, che potrebbe trattarsi di una cometa estinta.
Se 2003 EH1 è il corpo progenitore delle Quadrantidi, allora questo sciame è – insieme alle Geminidi – il secondo grande sciame che ha origine da un asteroide ibrido.
Gamma Ursae Minoridi
Periodo di attività: 10-22 Gennaio
Picco di attività: 20 Gennaio
Radiante: costellazione dell’Orsa Minore; ZHR: 3; velocità circa 31 km/s.
Caratteristiche Le Gamma Ursae Minoridi costituiscono uno sciame meteorico debole. L’Organizzazione Meteorica Internazionale ha iniziato a monitorarlo abbastanza di recente, nel 2017. Lo sciame è ancora in fase di studio e il suo periodo di attività esatto e le sue caratteristiche potrebbero cambiare con l’emergere di nuovi dati.
Nel 2026, le condizioni di osservazione per le Gamma-Ursae Minoridi sono ideali, poiché il picco si verifica lo stesso giorno della Luna Nuova. Sebbene si tratti di uno sciame modesto, quest’anno offre una delle migliori opportunità per catturare le sue poche meteore.
Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA) e riporta i principali sciami di meteore del mese.
Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).
Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.
Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.
Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.