Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.
Le Delta Aquaridi meridionali sono il principale sciame meteorico del mese, seguito da quello delle Alpha Capricornidi.
Delta Aquaridi meridionali
Periodo di attività: dal 12 luglio al 23 agosto.
Picco di attività: 30 luglio
Caratteristiche: pur avendo un massimo previsto tra il 30 e il 31 luglio, questo sciame non presenta un picco molto netto: l’attività rimane elevata per diverse notti, quindi vale la pena osservare anche tra il 28 luglio e il 2 agosto.
Le Delta Aquaridi meridionali sono uno sciame meteorico di velocità intermedia e con un’origine ancora oggetto di studio.
- Velocità d’ingresso in atmosfera: circa 41 km/s (≈ 148.000 km/h). Questa velocità le rende meno rapide delle Perseidi (circa 59 km/s), ma decisamente più veloci delle Geminidi (circa 35 km/s).
- Tasso orario zenitale (ZHR): circa 20–25 meteore/ora al massimo dell’attività.
- Corpo progenitore: il candidato principale è la cometa 96P/Machholz, una cometa con un periodo orbitale di circa 5,3–6 anni. Tuttavia, l’associazione non è considerata del tutto definitiva.
Negli ultimi anni, alcuni studi hanno suggerito che lo sciame potrebbe avere un’origine più complessa. In particolare, è stato proposto che i meteoroidi delle Delta Aquaridi meridionali abbiano caratteristiche fisiche insolitamente compatte, compatibili con un’origine almeno in parte asteroidale, forse legata a una combinazione della cometa 96P/Machholz e dell’asteroide 2003 EH1. Questa ipotesi è ancora in fase di verifica.
Dal punto di vista osservativo, le Delta Aquaridi meridionali producono in genere meteore di luminosità medio-debole, con scie persistenti poco frequenti e raramente associate a grandi bolidi.
Alpha Capricornidi
Periodo di attività: dal 3 luglio al 15 agosto.
Picco di attività: 30 luglio
Sono uno degli sciami meteorici estivi più particolari: pur essendo poco numerose, sono celebri per la frequenza relativamente alta di bolidi molto luminosi e lenti, che possono lasciare scie persistenti. Il loro massimo coincide praticamente con quello delle Delta Aquaridi, offrendo uno spettacolo combinato.
Ecco le loro caratteristiche principali:
- Velocità d’ingresso in atmosfera: circa 23 km/s (≈ 83.000 km/h). Si tratta di uno degli sciami meteorici più lenti osservabili.
- Corpo progenitore: la cometa 169P/NEAT. Si tratta di una cometa periodica con un periodo orbitale di circa 4,2 anni. Le osservazioni indicano che lo sciame deriva probabilmente dalla frammentazione di una cometa progenitrice molto più grande, avvenuta tra circa 3.500 e 5.000 anni fa, della quale 169P/NEAT rappresenterebbe uno dei frammenti superstiti.
- Tasso orario zenitale (ZHR): circa 5 meteore/ora al massimo dell’attività.
- Colore: spesso bianco o giallastro.
- Caratteristica distintiva: una percentuale insolitamente elevata di meteore molto luminose (bolidi), visibili anche dai cieli suburbani.
Un aspetto particolarmente interessante è che, nei prossimi due o tre secoli, la Terra attraverserà una regione più densa della corrente meteorica. Se i modelli orbitali sono corretti, le Alpha Capricornidi potrebbero evolversi da uno sciame relativamente modesto a uno spettacolo con decine, o addirittura oltre un centinaio, di meteore all’ora, molte delle quali estremamente brillanti.
Come osservarli
- Il momento migliore è dopo la mezzanotte fino all’alba.
- Cerca un luogo con cielo buio, lontano dalle luci cittadine.
- Non servono telescopi o binocoli: osserva a occhio nudo, lasciando agli occhi circa 20–30 minuti per adattarsi al buio.
- il periodo migliore sarà tra la notte del 30 e del 31 luglio 2026, con osservazioni ideali dall’1:00 fino all’alba. Il radiante delle Delta Aquaridi meridionali si alza progressivamente verso sud-est durante la notte, rendendo le ultime ore prima dell’alba le più favorevoli.
- C’è però un elemento importante: la Luna piena cade il 29 luglio, quindi nelle notti del 30 e 31 luglio la Luna sarà ancora molto luminosa (circa il 98–99% di illuminazione). Questo ridurrà sensibilmente il numero di meteore visibili, soprattutto quelle più deboli.
Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA).
Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).
Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.
Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.
Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.