Radioastronomia solare e meteorologia spaziale all’Arctic Circle Rome Forum

La radioastronomia solare e la meteorologia dello spazio sono state tra i temi scientifici discussi al Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue, ospitato per la prima volta in Italia il 3 e 4 marzo presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) a Roma.

L’evento, organizzato da Arctic Circle in collaborazione con Ministero dell’Università e della Ricerca e CNR, in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e con il coinvolgimento del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha riunito ricercatori, rappresentanti istituzionali, industria e società civile per discutere le sfide scientifiche e geopolitiche che riguardano Artico e regioni polari.

La sessione, intitolata Radio Solar Activity: A Global Space Weather Forecast Network, è stata organizzata dall’Università di Milano e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e moderata da Alberto Pellizzoni (INAF – Osservatorio Astronomico di Cagliari).

Ad aprire i contributi scientifici è stato Mauro Messerotti (INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, Università degli Studi di Trieste), membro del team di Sorvegliati Spaziali, con il contributo “Strengths of Polar Regions for Solar Radio Diagnostics for Space Weather”.
Nel suo intervento ha illustrato come le osservazioni del Sole in banda radio, in particolare dalle regioni polari, possano offrire strumenti fondamentali per monitorare l’attività solare e migliorare la meteorologia spaziale, cioè lo studio e la previsione dei fenomeni solari che possono influenzare satelliti, sistemi di navigazione, comunicazioni e infrastrutture tecnologiche sulla Terra.

Nel corso della stessa sessione, Alberto Pellizzoni ha anche presentato il progetto SOLARIS, da lui coordinato nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).
Il progetto monitora il Sole alle alte frequenze radio dall’Antartide e punta a sviluppare nel tempo una rete globale di osservazioni radio del Sole, estesa anche in Scandinavia e alle regioni artiche e con lo sviluppo di una stazione sulle Alpi (presso l’Osservatorio climatico Testa Grigia del CnNR a 3500 metri s.l.m., in Valle D’Aosta).

Guarda la foto di gruppo degli speaker della sessione “Radio Solar Activity: A Global Space Weather Forecast Network”. Da sinistra: Alberto Pellizzoni, Magnar Gullikstad Johnsen (Tromsø Geophysical Observatory), Magnus Wik (Swedish Institute of Space Physics), Mauro Messerotti. Crediti Arctic Circle.

In condizioni di osservazione ideali come quelle dell’Antartide, SOLARIS è in grado di offrire un monitoraggio continuo del Sole alle alte frequenze radio, permettendo di osservare le variazioni nella cromosfera solare, dove si originano fenomeni energetici come brillamenti ed espulsioni coronali di massa.
L’obiettivo è migliorare la capacità di osservare e comprendere l’attività solare e contribuire allo sviluppo della meteorologia spaziale, cioè lo studio e la previsione dei fenomeni solari che possono influenzare satelliti, sistemi di navigazione, comunicazioni e infrastrutture tecnologiche sulla Terra.
Al progetto, oltre alle sedi INAF di Cagliari, Trieste, Bologna (con l’Istituto di Radioastronomia e Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio), IASF Milano e alle Università di Milano e Milano-Bicocca, partecipano le Università di Roma Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Aeronautica Militare Italiana, l’Università Cà Foscari di Venezia, il CNR.

[A cura di Daria Guidetti]