Ricordo di Giuseppe Longo (1929–2025), di Romano Serra

Giuseppe Longo si è spento nel pomeriggio di oggi, 14 dicembre 2025.

Nato a Parigi il 31 dicembre 1929, figlio di Luigi Longo e Teresa Noce, si era laureato in fisica nucleare a Dubna (Mosca) ed è stato per molti anni docente di fisica presso l’Università di Bologna.
Beppe, come l’ho sempre chiamato, ha attraversato la sua vita scientifica e civile con grande intensità: oltre all’attività accademica, si è impegnato attivamente per il disarmo nucleare e ha avuto un ruolo significativo anche in ambito politico.

L’ho conosciuto al Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna nel 1990, quando, insieme al professor Galli, avviò gli studi e le ricerche sull’evento di Tunguska, il grande impatto avvenuto in Siberia nel 1908. Da allora è stato coordinatore delle spedizioni e delle attività di ricerca legate al progetto “Tunguska”, dedicando a questo evento una parte fondamentale del suo lavoro scientifico.

L’evento di Tunguska lo ha accompagnato fino agli ultimi anni della sua vita. Solo un mese fa ci eravamo sentiti con l’intenzione di incontrarci al Museo del Cielo e della Terra a San Giovanni in Persiceto (BO) a fine novembre, insieme ad altri partecipanti bolognesi alle spedizioni nel sito. Purtroppo, poco dopo fu ricoverato in ospedale a seguito di un forte raffreddore, dal quale non si è più ripreso.

Circa venti giorni fa, dal letto dell’ospedale, mi ha inviato – con l’aiuto della badante – un breve video in cui ribadisce le sue convinzioni sull’evento di Tunguska, maturate attraverso anni di riflessioni: un vero e proprio testamento scientifico su uno dei temi che più lo hanno appassionato.

(Romano Serra)

Una delle fotografie della spedizione a Tunguska del 1998: da sinistra Giuseppe Longo, Romano Serra e Mario Di Martino.

Krasnoyarsk, 1998. Irina Leonidovna Kulik, figlia del geologo Leonid Kulik — il primo a guidare una spedizione scientifica sul sito dell’evento di Tunguska — osserva una sezione di tronco che conserva le tracce dell’esplosione del 1908 insieme a Giuseppe Longo (al centro) e Mario Di Martino.