Tre giri del Sole in 94 giorni: osservazioni ESA/NASA della famigerata regione attiva 13664

Grazie alla combinazione delle osservazioni delle missioni Solar Orbiter dell’ESA e Solar Dynamics Observatory della NASA, è stata realizzata la più lunga serie continua di immagini mai ottenuta per una singola regione attiva, resa possibile anche da osservazioni del lato nascosto del Sole.

Il Sole non è un corpo statico: ruota continuamente su se stesso attorno al proprio asse. Una rotazione completa richiede in media circa 28 giorni, ma non in modo uniforme: l’equatore solare ruota più velocemente delle regioni polari. Questa rotazione differenziale trascina con sé campi magnetici e regioni attive, facendole comparire, evolvere e poi scomparire dalla nostra vista.

Osservando il Sole dalla Terra, possiamo seguire una stessa regione attiva soltanto per un periodo limitato, generalmente non superiore a due settimane.

Questo accade perché le regioni attive sono “ancorate” alla superficie solare e seguono la rotazione del Sole: quando una regione emerge sul bordo orientale, diventa progressivamente visibile e transita sul disco solare per circa due settimane, fino a scomparire oltre il bordo occidentale.  Durante questo intervallo, eventuali eruzioni, brillamenti o espulsioni di massa coronale che si originano sul lato nascosto non possono essere osservati direttamente dai nostri strumenti terrestri.

La sonda spaziale europea Solar Orbiter permette di colmare in parte questa lacuna osservativa. Lanciata dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2020, Solar Orbiter orbita attorno al Sole una volta ogni sei mesi e osserva la nostra stella da una prospettiva diversa da quella Terra–Sole, rendendo possibile il monitoraggio continuo dell’attività solare anche quando le regioni più dinamiche si trovano sul lato nascosto del Sole.

Guarda la rappresentazione artistica della sonda spaziale europea Solar Orbiter. Crediti ESA / AOES

Tra aprile e luglio 2024, la sonda ha seguito una delle regioni solari più attive degli ultimi vent’anni. Nel maggio 2024, la regione attiva denominata NOAA 13664 è ruotata sul lato del Sole rivolto verso la Terra, innescando le più intense tempeste geomagnetiche osservate dal 2003. Questo evento ha dato origine a spettacolari aurore boreali osservate in gran parte d’Europa, visibili anche alle latitudini italiane.

Per comprendere meglio la formazione, l’evoluzione e gli effetti di queste regioni solari estremamente attive, un team internazionale di ricercatori ha combinato i dati raccolti da Solar Orbiter sul lato nascosto del Sole con quelli del Solar Dynamics Observatory della NASA, posizionato lungo la linea Terra–Sole e dedicato all’osservazione del lato visibile.

Questa sinergia ha permesso di monitorare la regione attiva AR 13664 quasi senza interruzioni per 94 giorni, dalla sua nascita il 16 aprile 2024 al suo decadimento dopo il 18 luglio 2024, dando origine alla più lunga sequenza continua di immagini mai ottenuta per una singola regione attiva.

Guarda le immagini che mostrano diverse fasi temporali dell’evoluzione della regione attiva NOAA 13664 a partire dalla sua comparsa ad aprile 2024. Crediti Kontogiannis et al.

L’analisi combinata dei dati delle due sonde ha permesso di seguire per la prima volta tre rotazioni solari consecutive, mostrando come la complessità del campo magnetico della regione NOAA 13664 sia cresciuta nel tempo fino a generare potenti brillamenti ed espulsioni di plasma, dando origine alla famosa tempesta geomagnetica del 10 maggio 2024, e culminata nel brillamento più intenso degli ultimi vent’anni, avvenuto il 20 maggio 2024 sul lato nascosto del Sole.

Guarda il video dell’animazione del campo magnetico da aprile a luglio 2024. Crediti Kontogiannis et al.

Gli effetti di queste tempeste non si sono limitati allo spazio: oltre alle spettacolari aurore osservate anche a latitudini italiane, gli eventi associati a NOAA 13664 hanno causato disturbi alle comunicazioni satellitari e ai sistemi tecnologici terrestri. In particolare, nel maggio 2024 si sono registrati impatti significativi sull’agricoltura digitale, con interruzioni dei segnali utilizzati da satelliti, droni e sensori, che hanno comportato perdite operative ed economiche.

L’attività di NOAA 13664 rappresenta un esempio emblematico di come l’evoluzione magnetica di una singola regione solare possa influenzare direttamente la vita quotidiana sulla Terra, sottolineando l’importanza di osservare e comprendere il Sole per migliorare le previsioni di meteorologia spaziale, con l’obiettivo di proteggere in modo più efficace le infrastrutture tecnologiche moderne. Tuttavia, prevedere con precisione l’intensità e il momento delle eruzioni resta ancora una sfida aperta.

In questa direzione si inserisce lo sviluppo della nuova missione dell’ESA Vigil, progettata per migliorare la capacità di previsione del meteo spaziale. Il lancio della missione è previsto per il 2031.

[A cura di Daria Guidetti]