I radiotelescopi dell’Inaf hanno dimostrato di poter prevedere i brillamenti solari con un successo dell’89 per cento, identificando particolari anomalie radio come precursori delle esplosioni energetiche. Lo studio, condotto nell’ambito del progetto SunDish e pubblicato ieri su Scientific Reports, apre nuove frontiere per la meteorologia spaziale e la protezione delle infrastrutture tecnologiche terrestri
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