Notti di meteore – aprile 2026

Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.

Il mese di aprile offre uno degli appuntamenti più attesi della primavera per gli appassionati di meteore: lo sciame delle Liridi (Lyridi), tra i più antichi mai osservati.

Periodo di attività: dal 14 al 30 aprile.

Picco di attività: notte fra il 21 e il 22 aprile 2026. Le condizioni osservative saranno nel complesso favorevoli: la Luna, in fase crescente ma ancora non troppo luminosa (disco al 34%), tramonterà nelle prime ore della notte, lasciando cieli più bui nella seconda parte della notte e prima dell’alba, quando l’attività sarà più intensa.

Caratteristiche

Le Liridi sono uno sciame meteorico noto fin dall’antichità, con osservazioni documentate già oltre duemila anni fa. Sono generate dai detriti della cometa C/1861 G1 (Thatcher), che orbita attorno al Sole con un periodo di circa 415 anni.
Le meteore delle Liridi hanno una velocità di circa 49 km/s (circa 176.000 km/h) e producono scie rapide e spesso luminose. In condizioni ideali, il tasso orario zenitale (ZHR) può raggiungere 15–20 meteore all’ora, anche se sono possibili occasionali brevi aumenti di attività.

Il radiante si trova nella costellazione della Lira, vicino alla brillante stella Vega, ben visibile nell’emisfero nord nelle ore notturne e pre-alba. Per questo motivo le Liridi sono particolarmente favorevoli per gli osservatori dell’emisfero settentrionale, mentre risultano meno evidenti alle latitudini australi.

Il momento migliore per l’osservazione è nella seconda parte della notte, dalle 22:30 in poi, quando il radiante è più alto sull’orizzonte e la Luna è prossima a tramontare.

Oltre alle Liridi, il mese di aprile presenta altri sciami meteorici minori, come le π-Puppidi e le η-Aquaridi, queste ultime attive soprattutto verso la fine del mese. Tuttavia, si tratta di fenomeni generalmente poco rilevanti per l’osservazione dall’emisfero settentrionale.

 


Questa rubrica è a cura di Mario di Martino (associato INAF e membro del progetto PRISMA). In questo numero, il bollettino è redatto da Daria Guidetti.

Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).

Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.

Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.

Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.