Dal Monte Bondone una nuova meteorite italiana: scoperta per caso durante un’escursione

Cercando un mazzo di chiavi, è stata trovata una nuova meteorite italiana, ora ufficialmente riconosciuta dalla comunità scientifica. Il campione proviene dal Monte Bondone, in Trentino, nella località di Garniga Vecchia, ed è stato classificato come condrite ordinaria di tipo L5, una delle categorie più studiate in planetologia.

Il frammento, del peso di circa 188 grammi, è stato ritrovato nel 2021 durante un’escursione, ma solo nel 2024 è stato sottoposto ad analisi scientifiche presso il Museo Italiano di Scienze Planetarie, a Prato, in collaborazione con l’Università di Camerino. La classificazione è stata poi approvata dalla Nomenclature Committee della Meteoritical Society, passaggio necessario per il riconoscimento ufficiale.

Si tratta di un “ritrovamento” e non di una caduta osservata: non è quindi possibile stabilire quando la meteorite sia arrivata sulla Terra. Potrebbe essere caduta anche decenni fa.

Guarda la meteorite recuperata casualmente sul Monte Bondone (Trento). Crediti: Università di Camerino.

Un frammento delle origini del Sistema solare

Le condriti sono rocce primitive, formatesi oltre 4,5 miliardi di anni fa nelle prime fasi di evoluzione del Sistema solare. A differenza dei materiali planetari, non hanno subito processi di fusione e differenziazione, e conservano quindi informazioni preziose sulla composizione originaria della nebulosa primordiale da cui si sono formati pianeti e asteroidi.

La sigla L5 fornisce due informazioni fondamentali: la lettera L (Low iron) indica un contenuto relativamente basso di ferro metallico rispetto ad altre condriti; il numero 5 si riferisce al grado di metamorfismo: il materiale ha subito un riscaldamento significativo all’interno dell’asteroide progenitore, che ha modificato in parte la struttura originaria senza però cancellarla completamente.

Le condriti L5 rappresentano quindi un compromesso tra materiale primordiale e processi evolutivi interni agli asteroidi, rendendole particolarmente utili per ricostruire la storia del Sistema solare.

Per questo motivo, anche un piccolo campione come quello del Monte Bondone rappresenta un vero e proprio “fossile cosmico”, utile per studiare l’origine dei materiali che hanno dato forma alla Terra e agli altri pianeti.

Guarda da vicino i dettagli della meteorite: le piccole strutture visibili (condrule) sono tra i materiali più antichi del Sistema solare. Crediti: Marco Morelli/ Museo Italiano di Scienze Planetarie / Meteoritical Bulletin Database

Una scoperta casuale che diventa scienza

La meteorite del Monte Bondone è la prima mai riconosciuta ufficialmente in Trentino e porta a circa 44 il numero totale di meteoriti italiane validate scientificamente. Il campione presenta caratteristiche ben conservate, con condriti visibili e una struttura compatta che suggerisce una limitata alterazione dopo l’arrivo sulla Terra.

Il ritrovamento è avvenuto in modo del tutto fortuito: il frammento è stato individuato nel 2021 da un escursionista, Efrem Rigotti, che, mentre cercava funghi e alcune chiavi smarrite, ha notato una roccia dall’aspetto insolito rispetto a quelle circostanti, coinvolgendo poi un amico dotato di metal detector, che ha rilevato una risposta anomala del campione rispetto alle rocce circostanti.

Solo in un secondo momento, grazie a successive verifiche e analisi, è stato possibile avviare il percorso di identificazione scientifica. Un processo che ha richiesto tempo e competenze specifiche, trasformando una scoperta casuale in un contributo concreto alla conoscenza delle origini del Sistema solare.

[A cura di Daria Guidetti]