La Cina prepara una missione per esplorare i poli del Sole: lancio previsto nel 2029

La Cina sta sviluppando un ambizioso progetto spaziale per studiare una delle aree meno esplorate della nostra stella: i poli solari. Il Solar Polar-orbit Observatory (SPO), promosso dall’Accademia Cinese delle Scienze (CAS), si inserisce in un programma di esplorazione che punta a espandere le conoscenze sul Sole fino al 2050.

La missione, il cui lancio è previsto per il 2029, porterà una sonda fuori dal piano dell’eclittica, la regione orbitale in cui si trovano la maggior parte dei pianeti del Sistema Solare. Grazie a un’inclinazione orbitale compresa tra 60° e 70°, SPO fornirà una visione inedita dei poli nord e sud del Sole, producendo immagini frontali di queste regioni, fondamentali per comprendere l’evoluzione del campo magnetico solare e del vento solare.

Per raggiungere la sua orbita altamente inclinata, SPO utilizzerà un’assistenza gravitazionale di Giove, una tecnica già adottata da Ulysses per modificare la propria traiettoria. Questo permetterà di ottenere dati senza precedenti sul comportamento magnetico delle regioni polari solari, che giocano un ruolo cruciale nei cicli di attività della nostra stella.

L’osservatorio sarà equipaggiato con una vasta gamma di strumenti scientifici per monitorare il Sole con una precisione mai raggiunta prima. Tra questi, il Magnetic and Helioseismic Imager, progettato per studiare il campo magnetico e le oscillazioni interne della stella, e il Extreme Ultraviolet Solar Telescope, che analizzerà le emissioni solari ad alta energia.

La missione includerà anche due coronografi – il Visible-light Coronagraph e il Very Large Angle Coronagraph – per osservare la struttura della corona solare e la formazione del vento solare. Per lo studio delle emissioni radio e dei brillamenti solari verrà utilizzato un Low Frequency Radio Spectrometer, mentre un X-ray Imaging Telescope fornirà dati sulle attività solari più energetiche.

Gli strumenti in situ comprenderanno il Solar Wind Ion Analyzer e il Magnetometer, che misureranno direttamente le proprietà del vento solare e il campo magnetico interplanetario, migliorando la nostra comprensione delle tempeste geomagnetiche che possono influenzare le comunicazioni e le infrastrutture tecnologiche sulla Terra.

Guarda il piano di volo del Solar Polar-orbit Observatory. Crediti: Andrew Jones via X

L’interesse per lo studio del Sole è in costante crescita, e la Cina sta consolidando il proprio ruolo nel settore con una serie di missioni sempre più avanzate. Nel 2021, il paese ha lanciato il Chinese H-alpha Solar Explorer (CHASE), seguito nel 2022 dall’Advanced Space-based Solar Observatory (ASO-S), noto anche come Kuafu-1, focalizzato sull’osservazione di brillamenti solari e espulsioni di massa coronale.

Parallelamente, altre nazioni stanno intensificando i propri studi sul Sole. La NASA, con la Parker Solar Probe, sta raccogliendo dati cruciali mentre si avvicina progressivamente alla corona solare. L’ESA, in collaborazione con la NASA, ha lanciato nel 2020 il Solar Orbiter, che ha già eseguito un flyby di Venere per raggiungere una traiettoria più favorevole alle osservazioni dei poli solari. Anche l’India ha compiuto passi significativi con la missione Aditya-L1, posizionata nel punto di Lagrange L1 per monitorare l’atmosfera solare e il vento solare.

Con il Solar Polar-orbit Observatory, la Cina si prepara a rivoluzionare lo studio della nostra stella, offrendo una prospettiva senza precedenti sulle regioni polari solari. I dati raccolti saranno fondamentali per comprendere il ciclo di attività magnetica del Sole e prevedere gli effetti delle tempeste solari sul nostro pianeta, contribuendo a una migliore protezione delle infrastrutture terrestri e satellitari.