Nel mese di maggio si può osservare, in primissima serata, il primo near-Earth scoperto: (433) Eros, un target che non può mancare nella lista degli appassionati di asteroidi. Scoperto nel 1898, si tratta di un asteroide di tipo S dalla forma piuttosto allungata, infatti, ha dimensioni di 34,4 × 11,2 × 11,2 km.
Di Eros conosciamo in dettaglio la forma e la topografia grazie alla missione NEAR Shoemaker, che lo raggiunse nel 2000 orbitandolo per un anno. Eros sarà facilmente osservabile appena fa buio e fino a mezzanotte, come un oggetto di magnitudine apparente +12,2, che si muove lentamente in cielo a circa 2 arcsec/min.
Vista la forma allungata, la curva di luce mostra una notevole variazione di luminosità, con un giro completo in poco più di 5 ore: un eccellente laboratorio didattico, anche per piccoli telescopi. L’ultimo passaggio ravvicinato con la Terra è avvenuto il 30 novembre 2025 a 60 milioni di km di distanza, mentre il prossimo avverrà il 6 aprile 2042.
A partire dal 15 maggio si potrà osservare l’asteroide near Earth di tipo Amor 2011 SZ21, un asteroide di circa 1,5 km di diametro, visibile per tutta la notte, dal tramonto all’alba. La luminosità e la declinazione aumenteranno progressivamente fino a fine mese e il 31 maggio arriverà a brillare di magnitudine apparente +16,6 alla minima distanza di circa 49,4 milioni di km dalla Terra. Di questo asteroide non conosciamo nulla; va caratterizzato sia per quanto riguarda il tipo spettrale, sia per il periodo di rotazione.
Infine, un altro NEA didattico di questo mese sarà (1943) Anteros, un Amor di 2,3 km di diametro, osservabile in prima serata a partire dal 20 maggio, quando la declinazione salirà sopra i -10°. Anteros in questa data sarà di magnitudine apparente +13,8 e continuerà ad aumentare di luminosità di qualche decimo di magnitudine fino al 30 maggio, quando raggiungerà la minima distanza dalla Terra, pari a 19,5 milioni di km.
Si tratta di un asteroide di tipo S, con un periodo di rotazione di appena 2,9 ore, quindi molto vicino alla spin barrier degli asteroidi. Questo valore del periodo di rotazione potrebbe aver portato alla formazione di un sistema binario per scissione rotazionale e varrebbe la pena studiare la curva di luce dell’asteroide alla ricerca di “anomalie” che possano denunciare la presenza di un eventuale asteroide-satellite. Si tratta di un lavoro ideale per gli appassionati impegnati di asteroidi.
Questa rubrica è a cura di Albino Carbognani ed è dedicata ai lettori curiosi – o ai gruppi di astrofili – che vogliano cimentarsi in prima persona nel riprendere gli asteroidi Near-Earth più luminosi che saranno alla minima distanza dalla Terra nell’arco del mese.
Si tratta sempre di asteroidi invisibili a occhio nudo: per poterli riprendere è necessario usare almeno un piccolo telescopio a puntamento computerizzato da 15-20 cm di diametro abbinato a una camera CCD/CMOS e a un cielo buio.
Le coordinate celesti per il puntamento dello strumento sono reperibili sul sito web del Minor Planet Center. Per ottenere le effemeridi è necessario inserire il numero o la sigla alfanumerica che caratterizza l’asteroide, la data, e infine latitudine, longitudine e quota del sito di osservazione.
Tutti i bollettini Appuntamento con l’asteroide sono consultabili qui.