GESTRA-EUSST alla prova per sorvegliare le orbite

Il nuovo sistema radar sviluppato in Germania compie un passo verso l’impiego nella sorveglianza spaziale dell’Unione Europea.

Per evitare un ostacolo lungo una strada occorre prima sapere dove si trova e dove si sta muovendo. In orbita il problema è più difficile: satelliti attivi, vecchi veicoli e frammenti possono viaggiare a velocità fino a 28.000 km/h e le loro traiettorie vanno misurate e aggiornate, in alcuni casi come gli oggetti in orbita bassa quotidianamente.

EU SST: una rete per sorvegliare le orbite

A questo serve EU SST, acronimo di EU Space Surveillance and Tracking: la componente del Programma spaziale dell’Unione Europea dedicata alla sorveglianza e al tracciamento degli oggetti artificiali attorno alla Terra.
Finanziata dall’UE, EU SST riunisce oggi 19 Paesi membri, tra cui l’Italia, e si avvale di oltre 70 sensori, tra radar, telescopi e sistemi laser, per osservare satelliti e rifiuti spaziali e aggiornarne le orbite.

L’Italia contribuisce con sei sensori, tre radar e tre ottici, messi a disposizione dall’Agenzia Spaziale Italiana, Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Aeronautica Militare. Tra essi BIRALES, il radar bistatico che utilizza come antenna ricevente il radiotelescopio Croce del Nord a Medicina, gestito dall’Istituto di Radioastronomia dell’INAF, e il sistema ottico CASSINI-TANDEM della Stazione osservativa di Loiano, gestito dall’Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna dell’INAF.

A partire dalle osservazioni e dal calcolo delle orbite degli oggetti spaziali, EU SST fornisce tre servizi principali: prevenzione delle collisioni in orbita, analisi dei rientri nell’atmosfera e rilevamento e caratterizzazione delle frammentazioni, cioè eventi causati da esplosioni o collisioni, generando nuovi frammenti.

Un nuovo radar per potenziare la rete europea

Fra gli strumenti destinati a contribuirvi c’è GESTRA-EUSST, acronimo di German Experimental Space Surveillance and Tracking Radar, un sistema radar sperimentale sviluppato in Germania dall’Istituto Fraunhofer FHR per conto dell’Agenzia spaziale tedesca (DLR) specificatamente per la sorveglianza e il tracciamento spaziale.

Il 30 settembre l’Istituto Fraunhofer FHR ha comunicato il superamento di una prova del suo ricevitore: tutti i 256 canali hanno ricevuto, elaborato e registrato segnali di test emessi da un’antenna installata presso l’istituto, secondo le specifiche previste. I tecnici ne hanno verificato anche la calibrazione, cioè la coerenza delle misure ottenute dai diversi canali.

Guarda l’impianto GESTRA-EUSST presso il Fraunhofer FHR, in Germania. Crediti: Fraunhofer FHR / Jens Fiege.

Il prossimo passo sarà sviluppare il controllo automatico del sistema e avviare i primi esperimenti di ricezione congiunta con l’impianto GESTRA di Coblenza. Il test dei 256 canali segna dunque una tappa importante verso l’impiego di GESTRA-EUSST nella sorveglianza europea di satelliti e rifiuti spaziali.

Anche in una rete che conta oltre 70 sensori, ogni nuovo strumento può fare la differenza: nessuno può osservare tutti gli oggetti, in tutte le orbite e in ogni momento. Integrare sensori con caratteristiche e posizioni geografiche diverse permette di ampliare la copertura e osservare più frequentemente gli stessi oggetti, aggiornandone le orbite con maggiore precisione.

Potenziare la rete significa anche rafforzare l’autonomia europea nella sorveglianza spaziale, finora sostenuta in misura importante dai dati statunitensi.

 

 

 

Fonti: Fraunhofer FHR, 30 settembre 2026; INAF – Istituto di radioastronomia, progetto Space Debris; EU SST, About us.