Un Sole di mezza estate decisamente vivace

Dopo alcuni giorni di relativa tranquillità, il Sole è tornato a mostrare un’intensa attività.

Nella giornata di ieri 30 luglio la regione attiva AR4492, situata vicino al bordo nord-occidentale del disco solare, ha prodotto un brillamento di classe M1.9, uno dei più energetici registrati negli ultimi giorni.

Un brillamento solare è un improvviso rilascio di energia dovuto alla riconnessione dei campi magnetici presenti nelle regioni attive del Sole. In pochi minuti vengono emesse enormi quantità di radiazione, che raggiungono la Terra in circa 8 minuti, viaggiando alla velocità della luce. In questo caso l’evento ha provocato un debole blackout radio sulle comunicazioni a onde corte in alcune aree dell’Atlantico, un effetto previsto per questo tipo di fenomeni.

Il brillamento è stato accompagnato anche da un’espulsione coronale di massa (CME), una gigantesca nube di plasma che si è propagata nello Spazio interplanetario. Le prime osservazioni mostrano una CME ad alone parziale, ovvero una CME che  appare espandersi in un semicerchio, solo attorno a una parte del disco del Sole, senza circondarlo completamente. Questo suggerisce che l’espulsione non si stia propagando solo lateralmente nello Spazio, ma abbia una traiettoria almeno in parte orientata lungo la direzione Sole-Terra.
Saranno però i modelli tridimensionali a stabilire se il nostro pianeta verrà investito direttamente, solo sfiorato oppure non raggiunto affatto. Sono in corso le analisi di velocità, direzione e struttura tridimensionale per stabilire se una porzione del materiale espulso raggiungerà effettivamente il nostro pianeta nei prossimi giorni. Se ciò dovesse avvenire, potrebbero verificarsi modeste perturbazioni geomagnetiche e, alle alte latitudini, aurore più intense del normale.

A rendere ancora più suggestive le immagini riprese dai satelliti è stata una curiosa coincidenza astronomica: proprio durante l’eruzione solare, Giove si trovava ancora in prossimità della congiunzione con il Sole, avvenuta mercoledì 29 luglio. Nelle immagini coronografiche il pianeta appare come un piccolo disco luminoso che, giorno dopo giorno, aumenta la propria distanza angolare dalla nostra stella, riemergendo dal suo lembo occidentale. Per un semplice effetto prospettico, sembra che la gigantesca nube di plasma lo avvolga o addirittura lo “inghiotta”, anche se in realtà i due fenomeni non sono fisicamente collegati.

Guarda il video della sonda SOHO della NASA e dell’ESA che mostra la CME emessa dalla regione attiva AR4492 il 30 luglio. Il piccolo punto luminoso visibile sulla destra che “esce” dal Sole  è Giove. Crediti: NASA/ESA SOHO.

Attualmente sul Sole sono presenti nove regioni attive, alcune caratterizzate da una configurazione magnetica complessa di tipo beta-gamma. La regione attiva AR4499 ha persino mostrato, nelle ultime ore, una configurazione beta-gamma-delta, tra quelle maggiormente associate ai brillamenti più intensi.
In queste regioni i campi magnetici sono fortemente sottoposti a grandi tensioni, un po’ come elastici tesi al limite: quando la configurazione magnetica diventa instabile e si riconnette, l’energia magnetica accumulata viene liberata improvvisamente  in pochi istanti sotto forma di brillamenti solari e, spesso, di espulsioni coronale di massa.

Sarà interessante osservare come evolveranno nei prossimi giorni le regioni attive attualmente presenti sulla sua superficie e se daranno origine a nuovi fenomeni significativi.

[A cura di Daria Guidetti]