Secondo uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista Icarus e guidato da Albino Carbognani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e membro del progetto Sorvegliati Spaziali, una coppia di asteroidi con orbite eccezionalmente rapide potrebbe essere responsabile di uno sciame di meteore nell’atmosfera di Venere.
Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge l’INAF, il NEO Coordination Centre dell’Agenzia Spaziale Europea, le università di Università di Alicante e Università di Barcellona, e il NSF NOIRLab alle Hawaii.
Sarebbe la prima volta che viene proposto un legame diretto tra meteore osservate su Venere e detriti di origine asteroidale, in modo analogo a quanto accade sulla Terra con l’asteroide Phaethon e lo sciame meteorico delle Geminidi.
I due asteroidi, denominati 2021 PH27 (diametro di circa ~1 km) e 2025 GN1 (diametro di circa 400 metri, scoperto ad aprile del 2025), appartengono alla rara classe degli asteroidi Atira, che orbitano completamente all’interno dell’orbita terrestre. Con periodi di rivoluzione di circa 115 giorni attorno al Sole — il più breve mai misurato per asteroidi — questi due corpi si muovono su traiettorie molto simili tra loro. La somiglianza nelle orbite e nella composizione suggerisce che provengano dalla frammentazione di un corpo progenitore relativamente recente.
Le simulazioni dell’evoluzione orbitale indicano che i piccoli detriti generati da quella rottura potrebbero trovarsi ancora lungo l’orbita condivisa dalla coppia. Poiché l’orbita di questi asteroidi passa molto vicino a Venere, frammenti di dimensioni millimetriche potrebbero entrare nell’atmosfera del pianeta e generare meteore, un fenomeno analogo a quello terrestre, dove le Geminidi derivano dall’asteroide Phaethon.
Secondo i ricercatori, la frammentazione dell’asteroide progenitore non sarebbe stata causata dalle forze mareali esercitate da Venere o dal Sole, ma da processi termici e dinamici legati all’irraggiamento solare. In particolare, l’effetto YORP può aver accelerato progressivamente la rotazione dell’asteroide fino a superarne la stabilità strutturale, innescando fratture e la perdita di materiale. I modelli suggeriscono che la rottura sia avvenuta tra circa 17 000 e 21 000 anni fa.
Guarda l’orbita della coppia di asteroidi 2021 PH27 e 2025 GN1 Crediti. A. Carbognani (INAF OAS).
Dalle simulazioni è anche possibile stimare quando Venere e uno dei due asteroidi raggiungeranno la minima distanza orbitale, aumentando così la probabilità di osservare meteore particolarmente brillanti nell’atmosfera venusiana. La data teorica più favorevole per questo incontro è il 5 luglio 2026, sebbene osservare tali meteore dalla Terra sia estremamente difficile: solo gli eventi più luminosi, comparabili alla luce della Luna piena, potrebbero essere visibili.
[A cura di Daria Guidetti]