Notti di meteore – novembre 2026

Pronti a puntare gli occhi al cielo? Ecco gli sciami di meteore principali del mese con indicazioni della loro visibilità e qualche curiosità.

Novembre è un mese interessante per l’osservazione delle meteore: ospita soprattutto le Tauridi settentrionali e meridionali (i due rami distinti sono nati dalla frammentazione di un antico corpo celeste e associati alla cometa 2P/Encke) e le Leonidi, oltre ad alcuni sciami minori. Le condizioni di osservazione dipendono dalla fase lunare, dalla trasparenza del cielo e dall’inquinamento luminoso.

Tauridi meridionali

Periodo di attività: 20 settembre – 20 novembre circa.  Picco: 4-5 novembre  Radiante: costellazione del Toro. ZHR: ~5. Velocità: ~27 km/s. Oggetto progenitore: cometa 2P/Encke.

Sono note per le meteore lente e per i bolidi molto luminosi. Nel 2026 il massimo di novembre è previsto nella notte tra il 4 e 5 novembre con condizioni lunari favorevoli, anche se non è atteso uno sciame eccezionale di bolidi. La Luna sarà illuminata solo al 18% circa, garantendo cieli sufficientemente bui per individuare le meteore più luminose.

Tauridi settentrionali

Periodo di attività: 20 ottobre – 10 dicembre circa.  Picco: 11–12 novembre  Radiante: costellazione del Toro. ZHR: ~5. Velocità: ~29 km/s. Oggetto progenitore: probabilmente la stessa complessa famiglia associata alla cometa 2P/Encke.

Anche questo sciame è famoso per i bolidi luminosi. Il massimo, il cui picco è previsto nella notte tra l’11 e il 12, novembre è ampio, quindi può essere interessante osservare anche le notti immediatamente precedenti e successive. meteore/ora. Con la Luna nuova (appena 7% di illuminazione), le condizioni di buio saranno ideali durante tutta la notte.

Leonidi

Periodo di attività: 6–30 novembre  Picco: 16–17 novembre  Radiante: costellazione del Leone. ZHR: ~15. Velocità: ~71 km/s. Oggetto progenitore: cometa 55P/Tempel-Tuttle

Sono meteore molto rapide, talvolta brillanti e colorate, con scie persistenti in alcuni casi. Sono celebri per le grandi tempeste meteoriche del passato, ma per il 2026 non è prevista una tempesta paragonabile a quelle storiche. Il massimo è previsto nella notte tra il 16 e il 17 novembre.
La visibilità sarà molto buona nella seconda parte della notte. La Luna al Primo Quarto (illuminata al 53-54%) potrebbe disturbare nelle prime ore della sera, ma tramonterà intorno alle 23:30. La finestra temporale migliore per l’osservazione sarà tra le 02:00 e le 05:30 del mattino, quando il radiante nel Leone sarà alto e il cielo sarà completamente buio.

 


Questa rubrica di ottobre è a cura di Mario Di Martino.

Gli sciami di meteore sono generati dall’intersezione di correnti di meteoroidi in orbita attorno al Sole con l’orbita della Terra. Queste correnti sono provocate dalla perdita nello spazio di polvere e detriti rocciosi da parte di comete e asteroidi e quando la Terra attraversa la corrente si verifica il fenomeno dello sciame di meteore. L’astronomo che capì per primo che fra sciami di meteore e comete c’era una stretta connessione fu Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1867, qualche anno dopo essere diventato direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera (Milano).

Quando i meteoroidi, che hanno dimensioni dell’ordine di un chicco di riso o poco più, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità di diverse decine di km/s ad una quota di circa 100 km generano una piccola nube di plasma ad alta temperatura che li vaporizza in circa un secondo. Solo i meteoroidi un po’ più grandi possono durare qualche secondo.

Visto dal suolo il fenomeno si presenta come una scia luminosa che si muove rapidamente in cielo. La scia luminosa si chiama meteora, anche se popolarmente viene chiamata “stella cadente”, perché dà l’impressione che una stella si “stacchi” dalla sfera celeste e cada verso terra. In realtà è solo apparenza, infatti le stelle visibili a occhio nudo non cambiano di numero. In un anno sono visibili circa una decina di sciami maggiori, più una innumerevole quantità di sciami minori.
L’intensità di uno sciame è espressa dallo ZHR (il tasso orario zenitale), ovvero il numero di meteore visibili in un’ora in condizioni ideali (niente Luna, vista perfetta, assenza di ostacoli e senza inquinamento luminoso): maggiore lo ZHR più alto il numero di meteore che si potranno vedere. Lo ZHR può variare da un anno all’altro. Gli sciami prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano provenire le meteore, questo punto è noto come radiante.

Il modo migliore per vedere le meteore è andare in un luogo buio lontano dalle luci artificiali, distendersi su una sedia a sdraio e usare i propri occhi per guardare in alto a circa 90° dalla posizione del radiante: è qua che si potranno vedere le meteore con le scie più lunghe perché viste di profilo. Verso il radiante le meteore tendono a essere più brevi, perché sono viste di scorcio. Naturalmente l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione.